La Canzone Napoletana (B2) - ONLINE ΜΑΘΗΜΑΤΑ ΙΤΑΛΙΚΗΣ ΓΛΩΣΣΑΣ

La Canzone Napoletana (B2)

I primi canti napoletani sono legati alle tradizioni dell’antica Grecia. Le musiche e le danze di Neapolis, città fondata dai Greci nel V secolo a.C., quelle legate al periodo della semina e del raccolto, le ritroviamo nella tammurriata, ancora oggi praticata nell’interland napoletano e in particolare nei paesi vesuviani.

Il dialetto napoletano, così come lo conosciamo oggi, cominciò a prendere forma dopo il mille e di questo periodo conserviamo alcune filastrocche, canti e poesie. La canzone napoletana, così come la conosciamo oggi invece, cominciò a prendere forma nel ‘500 con la villanella; fu di origine popolare e si diffuse rapidamente in molte parti d’Europa.

Nel ‘600 si affermò la tarantella che diverrà nei secoli successivi uno tra i ritmi più usati per le canzoni. C’è chi dice nasca dall’incontro di due danze, la moresca araba e il fandango spagnolo, mentre altri derivi dal ballo pugliese della tarantola.

Era usanza già da tempo (forse dalla creazione delle finestre) di portare le serenate alle donne amate e lo si faceva spesso con il calascione (o colascione), antico strumento napoletano simile alla chitarra. Coloro che eseguivano le serenate, erano gli stessi che popolavano l’immenso numero di taverne che si svilupparono a Napoli nel ‘700 ed era lì che avvenivano vere e proprie sfide di improvvisazione.

Ma questo è anche il tempo dell’opera buffa, genere teatrale che si basava sulla musica cantata, la quale veniva spesso presa in prestito da motivi popolari, capitava comunque anche il contrario e cioè che un brano creato nell’ambito dell’opera buffa diventasse una canzone popolare.

Nell’ ‘800 si pose il problema di raccogliere tutta la musica del popolo in spartiti e così nacquero le prime case editrici, che ebbero il merito di conservare e diffondere ciò che altrimenti sarebbe andato perduto. Contemporaneamente alcuni autori componevano canzonette, che, assieme alla precedente produzione musicale, suscitarono l’interesse di turisti stranieri, generando così un fenomeno  folkloristico.

Solo alla fine di questo secolo, però, poeti e musicisti di grande fama cominciarono ad interessarsi della canzone napoletana e diedero i natali a quella che è conosciuta come canzone d’autore, interpretata da grandi cantanti, ancora oggi in tutto il mondo.

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